Celeste

Racconto brevedi Antonio Agrestini

Il fioraio mi regala piccoli mazzi di “nebbiolina” e di “verde”, come lui chiama rispettivamente certi sottili rami carichi di piccole e soffici palline bianche e altri dall'aspetto felciforme. Accorgimenti che donano al vaso notevole eleganza.

 

Elena butta via i miei fiori, li sostituisce con i suoi. È una storia che va avanti da un paio di anni, ne ho avuto certezza solo qualche mese fa cogliendola in flagranza. Non riuscivo a spiegarmi infatti per quale motivo, tornando anche l'indomani, i miei fiori non fossero più nel vaso. Ho visto Elena gettarli nei bidoni dell'immondizia, non ancora appassiti e con tutta la nebbiolina e il verde di contorno. Li gettava con un'espressione schifata, quasi tenesse per la coda un gatto morto spiaccicato. Ho preferito lasciar correre. Nei suoi confronti ho il cuore disinnescato: non riesco più a provare rabbia, odio o rancore.

 

La tomba di Celeste mi ha piantato alla terra. Non potrò abitare il mondo in altro luogo diverso da questo. Più di qualche volta sono stato tentato di lasciare l'Italia e andarmene dall'altra parte dell'oceano per inventarmi una vita nuova o semplicemente per guardare il mondo da un'altra angolazione. Ma non lo farò mai, non potrei vivere senza portare fiori a Celeste, soprattutto senza passare qualche minuto in silenzio davanti alla sua quotidiana morte.

Non prego mai. A volte per istinto faccio il segno della croce, un gesto compulsivo privo di fede. Una preghiera vera e propria non l'ho detta più da quando Celeste è morta. Prima di andare via bacio i polpastrelli e passo la mano sulla foto fredda di Celeste.

 

Elena mi cacciò fuori da casa circa tre anni fa. Tornando dal lavoro trovai le valigie sul pianerottolo e un biglietto con la scritta “vaffanculo tu e il tuo cane”. Tra i bagagli c'era anche Napoleone, legato con il guinzaglio alla maniglia della valigia più pesante.

Indice del libro
Le storie contenute in questo sito sono frutto della fantasia dell'autore. Nomi, personaggi, luoghi o avvenimenti sono il prodotto dell'immaginazione o, se reali, sono utilizzati in modo fittizio. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti o scomparse, cose o animali esistenti o esistiti è da ritenersi puramente casuale.