Principe azzurro

Racconto brevedi Antonio Agrestini

Ho una mansarda in Via Millelire, la condivido con tre studenti e sto una favola!»

«Vivi con degli studenti?»

«Beh sì! Ma hai capito la battuta? Sto... una favola!»

Avrei voluto farla ridere un po', però mi sono sentito sciocco e la seriosità di Giulia ha prosciugato ogni traccia di ilarità sul mio volto.

«Principe, mi stai dicendo che sei uno spiantato!»

«Ripeto, Giulia, sono come tu mi immagini. E poi dai, non sono proprio uno spiantato! Diciamo che ora punto all'essenziale, senza sprechi.»

«E sei solo al mondo?»

«No! Ho una sorella.»

«Una principessa?»

«Eh no! Mia sorella è la fatina dei denti.»

«La fatina dei denti?»

«Sì, non a caso ho questo bel sorriso!»

Ho digrignato i denti mostrando la mia perfetta dentatura. Un sorriso forzato, come quello della pubblicità del dentifricio che illuminava il via vai della piazza.

«Principe, non prenderla a male, ma sai, ti immaginavo diverso.»

Ho preso la mano di Giulia, le ho detto: «E no cara, ripeto: mi vedi proprio come mi immagini. Tu sei una donna delusa, che ha avuto tante brutte esperienze, anche la tua immaginazione è carica di disincanto, e ora devi accettare la realtà.»

«Cosa intendi?»

«Un'ora fa avevi un appuntamento con un uomo e lui non si è presentato. Sei ancora qui ad aspettarlo e parli con me, che non esisto, per ammazzare il tempo. Per consolarti, per aspettare ancora un po', per giustificarlo, forse. Dammi retta, torna a casa, lascialo perdere! Non devi sprecare nemmeno un minuto per lui. Il tempo è tuo!»

Giulia si è asciugata una lacrima, ha abbassato la testa. Ha detto: «Ma almeno questa sera tu mi faresti compagnia? Andiamo a cena insieme!»

«Giulia, cara, io non esisto e non ho nemmeno una carta di credito! Non esiste nemmeno la fatina dei denti! Sono mamma e papà che mettono i soldi sotto al cuscino.»

«Lo so, mica sono scema! Non fa niente se non hai la carta di credito, pago io.»

«No Giulia, non devi elemosinare compagnia.»

Indice del libro
Le storie contenute in questo sito sono frutto della fantasia dell'autore. Nomi, personaggi, luoghi o avvenimenti sono il prodotto dell'immaginazione o, se reali, sono utilizzati in modo fittizio. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti o scomparse, cose o animali esistenti o esistiti è da ritenersi puramente casuale.