Ma sono fiducioso: prima o poi troverò l'anima gemella, con la quale trascorrerò mesi meravigliosi nel sottosuolo mentre l'umanità si estingue.
Ieri finalmente ha smesso di piovere e quando sono uscito dal rifugio il cielo sopra gli oleandri era azzurro e limpido. Ho pensato che sarebbe stato bello coltivare oleandri dopo la guerra nucleare, avrei dovuto conservarne i semi. Mentre avanzavo sul giardino, sono inciampato e sono caduto a faccia avanti sull'erba bagnata. Rialzandomi, totalmente fradicio, ho notato che ero inciampato su un nano che lì non c'era mai stato. Allora mi sono fiondato sugli oleandri e ho strappato con forza i rami: «Maledetto tu e i tuoi oleandri!»
«Ma che fai?» ha detto la voce del vicino, nascosto da qualche parte dietro la siepe.
«Ah, cosa faccio io? Quanto dobbiamo continuare con questi nani, eh?»
«Ma cosa stai dicendo? Quali nani?» La sua voce era stranamente calma, quasi preparata.
«Quelli che sposti nel mio giardino come un esercito!»
«Sono i tuoi nani!» ha detto scomparendo dietro la siepe.
Nei giorni successivi con la complicità della primavera il tempo si è mantenuto bello. L'erba è cresciuta ancora, forse dovrei tagliarla ogni tanto. Tutti i nani sono spariti.
