Ad esempio, la cosa bella numero 27 era una coincidenza. Mi ero seduto sull'autobus e sul finestrino appannato c'era il tuo nome, scritto forse dal dito di una bambina.
La cosa bella numero 31 erano certi dischi che avevo ritrovato in soffitta e un pomeriggio intero a riascoltarli.
La cosa bella numero 44 era un cane che mi ha scelto tra tutte le persone del parco per appoggiarmi il muso sulle ginocchia. Questa lo so, ti piacerebbe molto.
La cosa bella numero 50 era una telefonata sbagliata durante la quale, per qualche secondo, qualcuno ha creduto di conoscermi.
Un diario davvero stupido il mio, alla fine. Forse dovrei lasciare che ogni mio ricordo si dissolva nelle cose belle. Perché magari le cose belle sono venute a prendersi quello che resta di te, questa pesante nostalgia. Allora il diario dovrebbe chiamarsi: "Le cose belle che ti portano via".
Ecco, un'altra cosa certa è questa: solo io posso decidere il nome del diario e forse sì, il nome giusto è proprio: "Le cose belle che ti portano via". Anche in questo caso le cose belle saranno davvero belle e subito belle, per meritare di contenere i miei migliori ricordi.
Forse tra le cose belle questa è la più bella di tutte. O forse contiene semplicemente tutte le altre. Il vento caldo soffia sui cardi campestri e libera nell'aria i loro fiocchi bianchi. Sembra una nevicata estiva. E sono il solo, sotto un cielo gigante, a guardare questo spettacolo.
