Le cose belle che ti portano via

Racconto brevedi Antonio Agrestini

Non si sa mai, metti che davvero il destino voglia sorprendermi. E me lo ricordo ancora bene quel mare sterminato davanti alle scogliere di Dover, in una giornata particolarmente bella, che mi assicuravano sia rara da quelle parti. Mi ricordo anche bene che sono stato sfiorato dall'idea di prendere la rincorsa e buttarmi di sotto. La cosa bella numero 13 poteva anche rischiare di essere l'ultima delle cose belle, senza te.

 

E quindi sì, c'è anche questo problema che le cose belle senza te, rischiano di riportarmi alla mente cose brutte che ho pensato, proprio perché tu non c'eri.

 

E poi il pensiero che più mi affligge è il tuo diario. Anzi no, tu sicuramente non ce l'hai nemmeno un diario che si chiama: "Le cose belle senza te", ma ne avrai viste di cose belle da quando non sono più presente nella tua vita. E per te le cose belle sono subito belle, perché le condividi sul momento con qualcuno che ami oppure perché non ti manca nessuno. Almeno ti auguro sia così. Non dovrai censirle, descriverle, fotografarle, raccontarle. Te le godi e basta, le cose belle. Magari nella tua nuova casa c'è una parete con le fotografie dei viaggi, di posti meravigliosi abbracciata a qualcuno, o da sola, ma comunque sazia di cose belle.

 

Sarà che le cose belle dovrebbero essere una consolazione, come la carezza di una madre, concessa solo a chi non abita l'amore degli altri. Sì, una specie di premio di consolazione. E invece non è così, le cose belle stanno lì, ma non per qualcuno. Le cose belle esistono nonostante tutto e per nessuno in particolare. Chissà quante cose belle accadono senza che nessuno possa vederle. Pensa allo spazio, all'universo, agli oceani, a quei punti inaccessibili della Terra dove fenomeni insoliti esplodono in colori e suoni meravigliosi. Magari si riflettono nell'iride di qualche animale, di un uccello migratore, di un pesce degli abissi.

 

Non tutte le cose belle sono cose della natura.

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Questa è una storia di fantasia