Er merlo parlante

Racconto brevedi Antonio Agrestini

Quarcuno dei colleghi sui ha sghignazzato. Io ho fatto er finto tonto: «I cornetti a quest'ora? No, me rimangono su lo stomaco.»


Dopo 'na settimana sò venute davero le forze dell'ordine a casa mia, era la mattina presto. Er maresciallo m'ha fatto 'n sacco de domande, artri ispezionavano casa. J'ho detto: «Me sembra veramente esagerato tutto 'sto movimento pe' un merlo. E poi nun l'ho ammazzata io qua'a pora bestiola.»

«Di quale merlo sta parlando?» ha fatto er maresciallo. «Lei è sospettato di aver ucciso il panettiere del negozio qui sotto.»

«Er panettiere? Ma perché, è morto?»

Er maresciallo m'ha mostrato 'na foto sur telefono: «Questa notte qualcuno l'ha ucciso.»

La scena era piena de sangue e tra tanto sangue ho fatto fatica a riconosce' er viso der panettiere, che adesso assomijava tanto a 'na pizzetta rossa.

Ho risposto a decine de domande. Er fatto che m'avevano visto ner forno quarche giorno prima, e che c'era stata quella storia dei cornetti, me rendeva parecchio sospetto, ma pe' fortuna la sera dell'omicidio stavo ar compleanno de 'n collega. Ciavevo 'n alibi de fero.


Un paio de sere dopo c'è stato un gran trambusto, sotto ar cortile c'era radunata gente der condominio, 'na macchina dii Carabinieri. Sò uscito sur pianerottolo, c'era gente pure su le scale. Parlavano tra de loro ma nun se capiva che dicevano. Dopo poco du' carabinieri scennevano le scale e accompagnavano Proietti ammanettato. Le voci se sò diffuse presto ner condominio. Era stato lui a ammazzà sia er panettiere, sia er merlo, perché ogni vorta che s'affacciava dar balcone l'uccello je ripeteva che era cornuto.

A casa j'hanno trovato du' pistole, vari pugnali e 'n fucile a aria compressa.


La notte, dopo tanto tempo, ho dormito sereno. La mattina sò annato sur balcone. Quarcosa se moveva dentro la gabbia appesa ar muro der palazzo de fronte. I vicini avevano comprato un artro merlo. Sembrava taciturno.

Indice del libro
Le storie contenute in questo sito sono frutto della fantasia dell'autore. Nomi, personaggi, luoghi o avvenimenti sono il prodotto dell'immaginazione o, se reali, sono utilizzati in modo fittizio. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti o scomparse, cose o animali esistenti o esistiti è da ritenersi puramente casuale.