L'uomo che piangeva

Racconto brevedi Antonio Agrestini

Sono uscito nel corridoio centrale e ho cercato uno degli uomini della vigilanza, gli ho detto: «Nei bagni c'è un uomo che piange, dovremmo farlo uscire, non so se ha bisogno di aiuto.»

Il vigilante era un giovane sovrappeso, sui vent'anni, i bottoni della camicia tirati, ha stretto un lato della bocca e mi ha seguito a passi lenti, era evidente che lo faceva controvoglia. Si è avvicinato alla porta del bagno, ha ascoltato qualche secondo e ha detto: «Signore, tra poco chiudono i cancelli. O esce o apro la porta!»

Nessuna risposta. Il vigilante con una mossa repentina ha aperto la porta. Istintivamente ho cercato la sagoma dell'uomo che la mia immaginazione aveva disegnato: un uomo seduto sul water, curvo, con la testa tra le mani. Ma all'interno del bagno non c'era nessuno, a parte il pianto. Il bagno era vuoto. Quel pianto disperato era prodotto dalla cassetta di scarico difettosa. Ho chiesto scusa al vigilante: «Mi dispiace, l'ho fatta venire qui per niente. Non immaginavo proprio.»

Lui ha di nuovo stretto un lato della bocca, forse una specie di tic e non un segno di fastidio: «Non deve scusarsi. Sembra davvero un pianto» ha detto lui indicando il water, «bisognerà chiamare un idraulico.»

«Ci penso io» ho detto. Il vigilante è uscito. Sono rimasto solo nel bagno vuoto. Il pianto continuava dalla cassetta di scarico. Entravano altri uomini, si lavavano le mani, uscivano. Un uomo si è fermato davanti alla porta del bagno difettoso, ha ascoltato un secondo, poi è entrato nella porta adiacente. Nessuno ha detto niente. Anch'io non ho detto niente. Alla fine ho spinto il carrello fuori da lì.


La notte non ho chiuso occhio. La ferita pulsava sul dito e quel pianto continuava a risuonarmi dentro come qualcosa di irrisolto. Mi tornava in mente un esperimento sulla risonanza acustica che il professore ci aveva mostrato anni prima: un corpo può iniziare a vibrare quando riceve l’onda sonora prodotta da un altro corpo alla stessa frequenza.

Indice del libro
Le storie contenute in questo sito sono frutto della fantasia dell'autore. Nomi, personaggi, luoghi o avvenimenti sono il prodotto dell'immaginazione o, se reali, sono utilizzati in modo fittizio. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti o scomparse, cose o animali esistenti o esistiti è da ritenersi puramente casuale.