Un minuto di paradiso

Racconto brevedi Antonio Agrestini

Si allontanano entrambi di fretta, guadagno due posti nella fila. È il mio turno. Il distributore automatico, illuminato dalla luce tremolante di un neon in agonia, mi propone l'ultimo snack al cioccolato rimasto in bilico sulla spirale di metallo, tra una bottiglia d'acqua e un brik di succo di frutta. Sotto al tastierino numerico, evidenziato da un sottile perimetro di luce azzurra, c'è il pulsante "Paradiso". Inserisco una banconota, avrei credito sufficiente per una bottiglia d'acqua e qualche snack, ma anche per un minuto di paradiso. Il display mi invita a selezionare il prodotto. La curiosità mi induce a premere il tasto "Paradiso", ma resto a riflettere finché una voce alle mie spalle dice: «E allora? Quanto ci vuole?»

«Scusate» sussurro e allungo la mano verso il tasto. Lo premo, chiudo gli occhi. Uno strano rumore me li fa subito riaprire. La luce nel distributore è fioca, come fosse prodotta da una batteria scarica, lampeggia. Il distributore vibra. Lo snack al cioccolato si stacca dalla spirale e precipita nel cassetto. Un bip interrompe le attività e sul display appare la scritta: "Prodotto esaurito".

Infilo la mano nel cassetto del distributore e afferro lo snack al cioccolato sperando che quello dietro di me non capisca che l'ho avuto gratis. Così appena lo metto in tasca mi volto e dico: «Il paradiso è esaurito.»

Alcuni borbottano, si allontanano dalla fila e si disperdono sulla banchina. Mi allontano masticando lo snack al cioccolato. È dolce, troppo dolce. Mi sporco le dita e le pulisco sui jeans. Il treno arriva in ritardo, come sempre.

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Questa è una storia di fantasia