I ciclisti

Racconto brevedi Antonio Agrestini

Gli sguardi si incrociarono languidi ancora una volta, ma Coppi e un esercito di gregari ci passarono in mezzo velocissimi, spezzando per sempre quell'ultimo flebile filo che li univa. Sui balconi emergevano teste curiose dietro i gerani. Marcella, per niente interessata a tutto quel baccano, stendeva i panni come sempre, quasi fosse in un mondo silenzioso e parallelo. Due balconi più in là Salvatore fumava poggiato alla ringhiera, qualcuno dalla strada lo rimproverò per la cenere che cadeva giù, allora lui disse: «Ma andate affanculo voi e le biciclette!», e se ne tornò in casa sbattendo la porta finestra.

Francesco regolò il cavalletto della macchina fotografica e, sicuro di immortalare un pezzo di storia in bianco e nero, inquadrò il primo volto che gli si parò davanti con i denti stretti e i rivoli di sudore, poi scattò mentre un coro di giovani gridava: «Bartali! Bartali!»

Dopo lo scatto Francesco domandò entusiasta a un tizio che gli stava accanto: «Era Bartali?»

«Chi? Quello? No no, eccolo Bartali! Eccolo! Dai grande! Pedala, stracciali tutti!»

Così Bartali sfrecciò davanti a Francesco prima che egli potesse accostare di nuovo l'occhio alla macchina fotografica.

I ciclisti attraversarono la piazza e ripiegarono dietro il muraglione dell'ospedale, gruppi di ragazzini gli correvano dietro, qualcuno faceva spostare cani vecchi e pigri dalla traiettoria delle bici.

Intanto la folla diradava nei tratti in cui il passaggio dei ciclisti si era esaurito.

Giorgio servì ancora i tavolini in veranda, l'ennesimo caffè a un signore elegante e solitario, gelati carichi di panna a due chiassose ragazze che coprivano sorrisi sguaiati con le mani unite, poi rientrò nel locale e, approfittando di un momentaneo calo di clienti, poggiò il vassoio sul bancone, si mise a sedere, tolse le scarpe e pensò che forse a breve sarebbe riuscito a comprare uno di quei televisori che nei bar di alcuni paesi vicini attiravano sempre un sacco di gente,

Indice del libro
Le storie contenute in questo sito sono frutto della fantasia dell'autore. Nomi, personaggi, luoghi o avvenimenti sono il prodotto dell'immaginazione o, se reali, sono utilizzati in modo fittizio. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti o scomparse, cose o animali esistenti o esistiti è da ritenersi puramente casuale.